Cucinare oggi: un ritorno alle origini ?

Negli anni ’50 e 60’ nel nostro Paese il lavoro era principalmente legato alla terra, questo modo di condurre la vita portava le numerose famiglie a vivere, spesso, a ridosso dei campi nei quali si svolgeva il lavoro e quindi, a vivere come in una sorta di comunità. 
Le corti (le famose aie) erano infatti vissute da più famiglie che, al massimo della socializzazione, condividevano questi spazi, non solo nel lavoro (la campagna richiedeva molte “braccia”) ma anche in quel poco tempo di riposo che il lavoro nei campi concedeva. Una delle principali abitudini di quel tempo era senza alcun dubbio quello di pranzare e cenare insieme, numerosi.

Il lavoro nei campi e la luce solare scandivano i tempi quotidiani. La cucina, seppur spartana (un caminetto acceso, una stufa, un tavolo con qualche sedia ed una madia da dispensa), era certamente il locale più vissuto ed è facile immaginarsi, anche per chi non ha vissuto direttamente quei tempi, gli intensi profumi che uscivano dalla cucina mentre la mamma (e moglie) cucinava.

Profumi che avvolgevano la cucina e uscivano sull’aia, dove i bimbi giocavano a rincorrersi e gli adulti pulivano gli attrezzi da lavoro, tutti in attesa della chiamata: “venite è pronto in tavola !”

Cucinare, in quegli anni, aveva il significato di poter condividere piatti semplici ma genuini (grazie all’uso di prodotti locali) e di socializzare, a pranzo con la famiglia e alla sera anche con le famiglie.

I decenni successivi portarono cambiamenti nel nostro stile di vita, perdendo in parte, quel gusto vero, piacevole del “cucinare” e del condividere. Oggi, forse per moda o per necessità, il nostro viene visto come un popolo di creativi ed ispirati ai fornelli. Dunque, un piacevole e sano ritorno al passato, che porta la nostra cucina ad essere nuovamente l’ambiente più vissuto nelle nostre case. Questo perché l’arte di cucinare è tipica della nostra cultura !

Oggi, come allora, dedicarsi ai fornelli è un gesto (sempre più diffuso) che risponde agli stessi desideri: voglia di cucinare secondi piatti e sperimentare con fantasia), desiderio di condividere momenti conviviali e la necessità di risparmiare ed essere rassicurati sulla qualità del cibo che portiamo in tavola (allora i pochi ingredienti utilizzati erano “casalinghi” e certamente sicuri e genuini).

La vera novità è rappresentata da una crescente sensibilità, quotidiana e non più limitata alle occasioni speciali, a favore dei prodotti più salutari ed eco-sostenibili, quindi una ricerca di prodotti locali, che hanno una chiara origine territoriale (filiera corta) ed una propria tradizione.

Certo la “crisi dei consumi” ci impone di essere molto attenti al portafoglio, ma questo non vuol dire rinunciare alla ricerca di prodotti freschi e di qualità, anzi …

La ricerca in loco di produttori ed allevatori sul territorio, la conoscenza delle loro storie (intrise di fatica, sudore ma tanta soddisfazione per il lavoro svolto con passione) e la scelta dei loro prodotti equivale, esattamente come avveniva in passato, a conservare la storia e le tradizioni di un luogo: una garanzia in più per “chi cucina” e per l’ambiente. Così come un tempo si usciva “dietro casa” per reperire alimenti comodi, sicuri e genuini, oggi ci basta visitare il nostro territorio per scoprire storie & prodotti .

Il sapore unico delle colline moreniche”: il nostro “credo” che unisce passato e presente, da oltre 26 anni !!!

 

 

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